Paesi Unione Europea

Paesi interessati; l’aspetto di indipendenza della Banca centrale europea deriva dall’essersi ispirato al modello della Banca centrale tedesca che, invece, gode di una forte e completa autonomia rispetto al potere politico di governo.

La Banca centrale europea agisce in collaborazione ed in accordo con il Sistema europeo di banche centrali nei limiti delle norme stabilite dai rispettivi statuti e dal Trattato di Maastricht (dalle cui deliberazioni sono nate) andando a comporre il Sistema europeo di banche centrali.

Comitato direttivo a stabilire la rappresentanza del Sistema delle banche centrali europee presso le altre istituzioni creditizie internazionali; – autorizza, in via esclusiva, l’emissione di banconote negli stati dell’Unione europea. Un lungo dibattito ha successivamente permesso di delineare i vantaggi della moneta unica per l’Unione europea. BCE che sarebbe nata solo poco tempo prima del varo della nuova moneta unica europea. Partecipano al suddetto Sistema delle banche centrali anche i rappresentanti delle banche centrali di quei quattro paesi (Svezia, Regno Unito, Danimarca e Grecia) che non sono ancora entrati nell’Euro. Testimonianza di questi sforzi per giungere ad una più generale unione monetaria furono “l’Unione latina” (sistema bimetallico oro-argento) a cui fecero seguito il “gold standard” ed una serie di intese, nel II dopoguerra, in seno ai primi accordi della nascitura Comunità europea. Una volta nata la Banca centrale europea l’Istituto monetario europeo ha cessato le proprie funzioni passando tutti i poteri alla BCE che, dotata del potere di decisione per quanto riguarda la propria composizione, dovrà approvare il lavoro svolto dall’Istituto monetario potendovi, anche apportare delle modifiche nelle parti in cui riterrà necessario. Il tasso di cambio tra la moneta nazionale e l’Euro è stato fissato in modo definitivo il 1 gennaio 1999 quando è iniziata la terza fase dell’Unione Economica e Monetaria. CAPITOLO SECONDO Uno dei principali punti del processo di unificazione monetaria risiede nell’aver attribuito e riposto tutto il potere di coordinamento e di attuazione delle politiche monetarie, comprese le decisioni che hanno a che fare con i bilanci delle Banche centrali nazionali e che influenzano i tassi di cambio e di interesse, alla Banca centrale europea. Una breve e concisa analisi della storia, della struttura e dei compiti della Banca centrale europea è proprio l’obiettivo di questo elaborato.

Si vieta alla BCE di finanziare il debito pubblico dei singoli Stati fissando così una forte divaricazione fra gli istituiti bancari ed i governi a difesa, anche dell’indipendenza dell’istituto Banca centrale europea.

Sistema europeo di banche centrali; – vi è la possibilità di audizione dei membri della BCE presso le apposite commissioni del Parlamento europeo; – la BCE ha il compito di fornire informazioni dettagliate e periodiche della propria attività e della situazione economica, finanziaria e monetaria dell’Unione europea attraverso i mezzi di stampa in modo che tutti i cittadini possano prendere atto delle attività della medesima anca centrale europea.

Presidente e dal vicepresidente della BCE e dai Governatori delle singole banche centrali nazionali, che si pone l’obiettivo di coordinare l’azione delle banche centrali dei paesi che hanno aderito all’Euro e quelle che, per scelta o per necessità, non vi hanno immediatamente.

Nel 1970 il premier lussemburghese Werner elaborò un omonimo piano per conseguire l’unione monetaria nel 1980 e una delle principali tappe fu, nel 1972, la nascita del “serpente monetario”, un accordo tra le monete di alcuni Paesi, tra cui l’Italia, la Francia, la Gran Bretagna e la Germania Federale, per limitarne la variazione dei tassi di scambio. L’azione del Sistema delle banche centrali europee vede la coazione delle singole banche centrali dei quindici paesi membri e della BCE, tenendo presente una diversificazione dei compiti e dei livelli di intervento dei singoli istituti bancari. Rispetto ai modelli precedentemente citati (modello USA e RFT), il Sistema delle banche centrali europee gode di un maggiore grado di decentramento in quanto opera in un sistema più ampio con notevoli e più marcate discrepanze tra le singole realtà regionali dell’Unione europea.

Solo lo sforzo congiunto di tutti i Paesi e dei Governatori delle singole Banche centrali nazionali ha reso possibile il raggiungimento, attraverso il lavoro svolto dai comitati e dai sottocomitati dell’Istituto monetario europeo, dell’obiettivo.

In caso di eccezionali eventi che richiedano tempi di decisione molto rapidi le singole banche nazionali devono rinunciare al proprio decentramento operativo cedendo il passo all’azione della Banca centrale europea.

CAPITOLO PRIMO I governi dei Paesi europei fin dalla seconda metà del XIX secolo cercarono di giungere ad una maggiore armonia dei mercati valutari avendo come obiettivo principale la stabilità dei prezzi e delle valute.

Banca Centrale Europea, ha lo scopo di guidare la politica monetaria e di scambio nella zona Euro; inoltre il suo compito principale è assicurare la stabilità dei prezzi nella zona di sua influenza.

In seno a tale organismo continua un lungo, complesso e difficile processo preparatorio e di tessitura per portare a compimento il processo di realizzazione della moneta unica europea.

Cominciò, così, un lungo periodo di gestazione dal quale è scaturita questa importante istituzione comunitaria il cui principale compito è definire e gestire la politica monetaria dell’Unione. La nomina di tali membri componenti il Comitato esecutivo deve avvenire in comune accordo da parte dei singoli governi dell’Unione europea. Come si vede l’attività della Banca centrale europea è controllabile soprattutto da parte dei mezzi di informazione che possono offrire un quadro dettagliato completo dello stato di salute dell’organo centrale di governo delle politiche monetarie comunitarie. Banca centrale europea (BCE) non era prevista nell’impianto originario della Comunità europea, ma la necessità di un organismo di controllo della nuova moneta comune cominciò ad evidenziarsi fin dall’inizio del processo di unificazione monetaria dei Paesi dell’Unione europea. CAPITOLO TERZO Il sistema composto dalle banche centrali nazionali e dalla Banca centrale europea è un sistema federale costituitosi sul modello statunitense e, per avere un esempio “più europeo”, su quello tedesco. In materia monetaria i Paesi europei hanno molto in comune e la storia europea dimostra che sono state tentate una molteplicità di esperienze di unificazione monetaria, ma nessuna è stata coronata da successo, pur costituendo precedenti importanti per l’Unione Economica e Monetaria europea. Paesi dell’Unione nel campo delle politiche monetarie e realizzare il corpo giuridico ed amministrativo in cui inserire la futura Banca centrale e la futura moneta unica.

Ma autonomia ed indipendenza non sono affatto sinonimo di isolamento ed astrazione rispetto alle istituzioni politiche dell’Unione europea.

La Banca centrale europea ha il compito primario di gestire il sistema monetario comunitario guardando, soprattutto alla stabilità dei prezzi ed all’intero sistema economico nella sua complessità.

Comitato esecutivo, in sintesi, deve gestire glia affari correnti della Banca centrale europea, compito di notevole importanza e grande responsabilità.

Fondamentale è la stesura e la redazione del bilancio della Banca centrale europea tenendo presenti i criteri stabiliti dal comitato direttivo.

Il Consiglio dei Ministri della Comunità, nel 1964, affiancava a tale Comitato monetario un altro Comitato, avente sempre funzioni consultive, composto dai Governatori Generali delle Banche Centrali di ogni singolo Stato della Comunità europea.

Il “Trattato di Roma” si proponeva e realizzava la nascita di un Comitato di coordinamento delle politiche monetarie negli stati e degli Stati dell’Unione.

La struttura e la composizione della Banca centrale europea furono stabiliti con il trattato di Maastricht dal 1992 per assicurare un organismo indipendente e sovranazionale in grado di garantire la stabilità dei prezzi nei Paesi della zona Euro, zona monetaria in cui vivono quasi 300 milioni di persone che detengono più di un quinto dei beni e dei servizi dell’intero globo.

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